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Ascoltare è una delle attività per la quale l’uomo moderno non riesce più a fermarsi; eppure diventa sempre più un bisogno primario.

Provate a ricordare quante volte nella scorsa settimana avete ascoltato in modo attivo colleghi, amici o collaboratori: i più onesti intellettualmente rifletteranno sul fatto che spesso non ci si sofferma molto sull’ascolto - elemento vitale per alimentare ottime relazioni con le persone - sia al lavoro, sia nella vita privata.

Sentire non è lo stesso che ascoltare, infatti l’ascolto attivo è caratterizzato da un atto volontario grazie al quale si decide di ascoltare attraverso l’attenzione, la sensibilità e l’intelligenza di cui siamo dotati.

Ma per quale motivo ascoltare in modo attivo risulta così importante, in ogni ambito? In primo luogo perché l’ascolto è la prima attività comunicativa necessaria per ottenere la fiducia dei nostri interlocutori e inoltre perché al giorno d’oggi, nelle organizzazioni, la capacità di ascoltare è ritenuta tra le più importanti competenze professionali soprattutto per chi interagisce quotidianamente con colleghi capi e collaboratori; nei rapporti privati, amicali o sentimentali, la capacità di ascoltare cementa le unioni, salva i rapporti, aiuta a vivere.

Sfortunatamente ogni giorno ci muoviamo in una società che per sua stessa natura rende sempre più difficile la possibilità di ascoltare, basta osservare il numero di individui che in strada si isola dalla realtà esterna utilizzando auricolari connessi al proprio smartphone. Non ci si ferma ad ascoltare a causa di stress, aggressività, rumore, frenesia. In ambito professionale le cause più comuni che inibiscono la capacità di ascolto riguardano spesso il poco tempo a disposizione; la mancanza di un’opinione chiara e univoca del nostro interlocutore; la forte concentrazione sugli obiettivi che cerchiamo di raggiungere o più semplicemente perché la persona che abbiamo di fronte, magari solo per il ruolo che ricopre, non ci è gradita.

La cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto

Ascoltare attivamente, al lavoro e non solo, consente di metterci nei panni dell’altro; riconoscere e accettare il suo punto di vista, le sue emozioni, in totale assenza di giudizio e anche se il verbo deriva dal latino “auris” (orecchio), non potremo parlare di «ascolto attivo» se ci limitiamo semplicemente a sentire le parole del nostro interlocutore: dovremo aggiungere le informazioni che sapremo ricevere anche attraverso la vista, per cogliere tutti i segnali di congruenza o incongruenza del messaggio; se è vero come è vero che più del 50% della comunicazione espressa deriva dal linguaggio del corpo di un individuo, allora converrà ascoltare anche con gli occhi, proprio perché spesso i nostri gesti e le nostre espressioni del viso confermano o contraddicono quello che esprimiamo attraverso le parole.

Non a caso uno dei più grandi economisti del ‘900, Peter Drucker, sosteneva che la cosa più importante nella comunicazione è ascoltare ciò che non viene detto.

In conclusione, noi siamo disposti a prestarti attenzione; qualsiasi cosa tu abbia da dire, che sia favorevole o contraria all’impegno che ci siamo assunti, ci disponiamo ad ascoltare. Per cominciare puoi usare la Chat qui sotto e palarci di te poi, se piacerà al Signore, si vedrà.

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